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SSD BIOS-11/A Farmacologia. L'attività di ricerca svolta presso l'unità di Farmacologia si focalizza sulla valutazione del ruolo dell’omeostasi ionica, con particolare riferimento allo ione calcio, nei processi fisiopatologici del SNC. Nell’ambito preclinico, l'unità di Farmacologia si sta occupando del ruolo degli organelli intracellulari deputati al deposito dello ione calcio quali il mitocondrio, il reticolo endoplasmatico ed il lisosoma, nella patogenesi delle malattie neurodegenerative. Tra i processi coordinati da tali depositi, il metabolismo mitocondriale, lo stress del reticolo e l’autofagia mediata dal lisosoma sono particolarmente attenzionati per il rilevante contributo della relativa disfunzione nella morte neuronale e nelle disfunzioni della componente gliale durante i processi neurodegenerativi. La disfunzione del crosstalk funzionale tra le varie componenti cellulari del SNC durante la progressione delle malattie neurodegenerative è anche oggetto di un’attenta attività di studio. Nell’ambito del piano strategico Planetary Health ed in ottemperanza alla scelta di una ricerca transdisciplinare, un  altro filone di studio portato avanti attualmente dall’Unità di Farmacologia riguarda la valutazione dell’impatto dell’inquinamento ambientale da nanoparticolati di diversa origine presenti nell’aria sull’innesco dei meccanismi neurodegenerativi.

Tali processi sono attualmente studiati in un’ottica “terapeutica”, avendo l’unità di Farmacologia il chiaro scopo di identificare nuovi bersagli farmacologici potenzialmente modulabili con nuove molecole e/o con farmaci già in uso, secondo un approccio di riposizionamento farmacologico. Complessivamente, i modelli utilizzati dall’unità di Farmacologia includono sistemi in vitro, ex vivo ed in vivo a cui si applicano metodiche di biologia molecolare (PCR e Real Time PCR), biologia cellulare (Western blotting), immunocitochimica (microscopia confocale), studi funzionali (elettrofisiologia e microscopia live) e di comportamento. Per quanto riguarda l'ambito clinico, la ricerca è volta, da un lato, all'implementazione di metodiche di biologia molecolare che possano guidare nella scelta di una terapia personalizzata e, dall’altro, all’identificazione di profili genetici non ancora descritti e potenzialmente correlabili alla tossicità da farmaci. A questo proposito, è attivo presso l'unità in oggetto un laboratorio di Farmacogenomica, la branca della Farmacologia che studia l'influenza della variabilità genetica sulla risposta al farmaco da parte dei pazienti in termini di efficacia, tossicità ed interazioni. Va sottolineato che, essendo continuamente valutati presso tale Unità profili genetici di pazienti di diversa provenienza geografica, soprattutto emigrati dalle aree povere del pianeta, tale linea di ricerca clinica rientra tra le finalità del piano strategico One Health e disuguaglianze.

Sono inoltre attive presso la suddetta unità collaborazioni con gruppi di ricerca interdipartimentali/interfacoltà, nazionali ed internazionali.

 

SSD MEDS-03/A Microbiologia e Microbiologia Clinica SSD MEDS-03/A Microbiologia e Microbiologia Clinica. Presso l'unità di Microbiologia e Microbiologia Clinica, sono attivi i seguenti settori di ricerca: analisi molecolare ed evoluzionistica dei virus, in relazione alle risposte immunologiche e alle resistenze a farmaci antivirali. Fa capo all'unità anche il Centro di riferimento regionale inserito nel network nazionale/internazionale gestito dall'ISS per la sorveglianza molecolare di SARS-CoV-2 e gli altri virus respiratori (RespiVirnet) del morbillo (Moronet). Inoltre, il centro è inserito in diversi network multicentrici di ricerca per le infezioni da SARS-CoV-2 (SCIRE) da HIV (ARCA), HCV e HDV (VironetC), virus respiratori (GliViRe) ed emergenti (GliSVE). Le linee di ricerca in ambito batteriologico riguardano studi sulle basi molecolari e genetiche delle antibiotico-resistenze; valutazione di attività antimicrobica/antivirulenza di nuove sostanze e/o nuove associazioni di farmaci; microbiologia e microbiologia clinica di patogeni emergenti a livello nosocomiale e comunitario; analisi di genomi microbici, metagenomica, e studi di correlazioni filogenetiche mediante diverse tecnologie NGS. Le diverse attività di ricerca del laboratorio di Batteriologia rientrano nella linea strategica per il controllo delle infezioni correlate all’assistenza (ICA) e dell’antibiotico-resistenza. Il laboratorio è inoltre il centro di riferimento regionale per la diagnosi di leptospirosi mediante Micro Agglutination Test e microscopia a campo oscuro.

 

SSD MEDS-04/A Anatomia Patologica. L’attività di ricerca svolta presso l’Unità di Anatomia Patologica si focalizza sullo studio delle alterazioni morfologiche, genetiche e fenotipiche delle patologie umane, principalmente di tipo neoplastico o preneoplastico, con la finalità di chiarire i meccanismi di oncogenesi e di progressione tumorale in alcuni tumori e di identificare nuovi criteri di tipo diagnostico e di tipo prognostico e predittivo di risposta terapeutica nell’ottica della moderna medicina di precisione. I principali settori sono l’Ematopatologia con particolare riferimento alle patologie linfoproliferative, la Dermatopatologia con particolare riguardo ai linfomi cutanei e ai melanomi, la Patologia Pediatrica, l’Uropatologia con particolare riferimento alla patologia neoplastica prostatica, vescicale e renale, e la Patologia Orale. Gli studi riguardano colture cellulari in vitro, organoidi derivati dai pazienti, tessuti umani congelati o in paraffina, e liquidi biologici, e si focalizzano sia sulle cellule tumorali che sul microambiente tumorale costituito da cellule immunitarie e dello stroma. Si utilizzano le tecniche che sono proprie della disciplina ed in particolare l’immunoistochimica, l’immunofluorescenza, la Microscopia Elettronica, l’ibridazione in situ fluorescente per delezioni, riarrangiamenti, amplificazioni geniche, la PCR, la Real-time PCR e il sequenziamento NGS su DNA e RNA da tessuti umani e anche da biopsia liquida per la caratterizzazione genetico-molecolare. In questi filoni, l’Unità di Anatomia Patologica è significativamente impegnata in una ricerca incentrata sulla Salute che rientra nell’ambito dell’obiettivo strategico della Population health.

Inoltre, una particolare attenzione è data agli sviluppi innovativi del SSD legati alla digitalizzazione delle immagini istologiche, all’applicabilità della microscopia confocale digitale ex-vivo nella diagnostica intraoperatoria e dell’Intelligenza artificiale nel riconoscimento rapido delle neoplasie e nella misurazione dei parametri cellulari.  Gli studi di collaborazione vengono condotti nell’ambito della ricerca di base e nell’ambito di sperimentazioni cliniche con gruppi di ricerca intra- e interdipartimentali, nazionali ed esteri.

 

SSD MEDS-07/A Malattie dell'Apparato Respiratorio. L’attività di ricerca del settore si articola  su diverse linee di ricerca indipendenti, sia in ambito di pneumologia interventistica che di pneumologia clinica, mediante conduzione studi monocentrici, multicentrici nazionali e multicentrici internazionali, in alcuni dei quali come l’unità di pneumologia si configura come centro coordinatore.

In particolare, il gruppo di ricerca si è specializzato e distinto nel settore delle pneumopatie infiltrative diffuse, per le quali rappresenta un punto di riferimento regionale, nazionale ed internazionale (Centro di riferimento europeo-rete ERN), delle pleuropatie e della pneumologia interventistica, con impiego di tecniche navigazione di ultima generazione per l’approccio bioptico alle lesioni polmonari.

In ambito di fibrosi polmonare, negli ultimi anni la ricerca  si è incentrata sul ruolo delle cellule staminali mesenchimali nella progressione della patologia e nella risposta ai farmaci  in collaborazione con il Dipartimento di Istologia, e nell’identificazione di “endotipi” mediante quantificazione di biomarcatori, anche nell’ambito della partecipazione al Progetto “ HEAL ITALIA" (PNRR)

In ambito di pleuropatie, sono in corso diverse linee di ricerca, di tipo translazionale e clinico, nell’ambito di studi multicentrici nazionali e internazionali, soprattutto in collaborazione con l’Università di Oxford, incentrati principalmente sulla patologia infettiva pleurica, lo sviluppo di organoidi da mesotelioma pleurico, e sull’epidemiologia di tale neoplasia nella Regione Marche utilizzando database sanitari nell’ambito del We-Care" project” (PRIN 2022).

In ambito di bronchiectasie, il filone principale riguarda l’associazione con la fibroelastosi pleuroparenchimale, mediante la conduzione, come centro coordinatore, di uno studio multicentrico internazionale

Altre linee di ricerca riguardano l’associazione tra inquinamento ambientale e mortalità per malattie respiratorie e cardiovascolari nella città di Ancona, mediante misurazioni satellitari, e, in ambito di patologie polmonari ostruttive, il ruolo delle piccole vie aeree mediante oscillometria ad impulsi.

Per quanto riguarda la ricerca non indipendente, l’unità partecipa a studi clinici controllati internazionali sulla efficacia dei nuovi farmaci in fibrosi polmonare idiopatica, fibrosi polmonare progressiva, bronchiectasie, e broncopneumopatia cronica ostruttiva

La disseminazione dei risultati ottenuti dalle varie linee di ricerca avviene mediante la pubblicazione di articoli scientifici su riviste internazionali a medio-alto impact factor e l’organizzazione di eventi formativi ECM nazionali ed internazionali, webinar, e corsi, in ambito di fibrosi polmonare, patologia pleurica, pneumologia interventistica, asma e patologie delle vie aeree superiori, bronchiectasie.

 

SSD MEDS-07/B Malattie dell’Apparato Cardiovascolare

 

MEDS-10/B Malattie Infettive

 

SSD MEDS-23/A Anestesiologia. Presso l'unità di Anestesiologia sono attive le seguenti linee di ricerca: studio del ruolo del microcircolo, della perfusione tissutale e d’organo nella fisiopatologia  della sepsi e dello shock settico e in differenti ambiti riguardanti il paziente critico; tecniche di monitoraggio del microcircolo al bedside e ricerca dei possibili target terapeutici correlati (in collaborazione con l’Erasmus University Medical Center (Erasmus MC) in Rotterdam); fisiopatologia e terapia della sepsi e dello shock settico con particolare focus, inoltre, sul ruolo della risposta del sistema immunitario (in collaborazione con l’Università di Modena e Reggio Emilia) e della coagulopatia-sepsi indotta sul danno d’organo, studio dei principali  markers di danno endoteliale e di danno d’organo, identificazione di scores di deterioramento e prognostici; valutazione di nuove tecniche ventilatorie in terapia intensiva, tecniche di circolazione extracorporea di membrana (ECMO) nella grave insufficienza respiratoria acuta, tecniche di depurazione e rimozione citochinica nel paziente critico; valutazione ed implementazione di nuove tecniche di monitoraggio della gittata cardiaca in terapia intensiva ed in sala operatoria, valutazione dell’impatto sul microcircolo di diverse tecniche di anestesia generale in pazienti sottoposti ad interventi di chirurgia maggiore. L’Unità di Anestesiologia collabora con numerosi gruppi di studio nazionali ed internazionali fungendo anche da centro coordinatore per studi multicentrici. Infine, l’Unità si occupa di studi sperimentali su modello suino di ARDS (acute respiratory distress syndrome) in collaborazione con l’Università di Camerino, studi sperimentali sullo shock settico, studi su ratto degli effetti di diverse concentrazioni di ossigeno sul microcircolo in collaborazione con l’IRCCS INRCA di Ancona. I professori e ricercatori dell’unità sono membri attivi della Società Italiana di Anestesia, Analgesia, Rianimazione e Terapia Intensiva (SIAARTI) e della European Society of Intensive Care Medicine (ESICM) partecipando a programmi di ricerca in collaborazione internazionale, progetti formativi e stesura di linee guida e buone pratiche clinico-assistenziali. I professori e ricercatori afferenti all’unità di Anestesiologia prestano inoltre attività clinica assistenziale presso la SOD Clinica di Anestesia e Rianimazione Generale, Respiratoria e del Trauma Maggiore dell’Azienda Ospedaliero Universitaria della Marche.

 

SSD MEDS-24/A Statistica Medica. Presso l'unità di Statistica Medica, sono attivi i seguenti settori di ricerca: statistica medica; biometria; epidemiologia; epidemiologia clinica, salute pubblica. L’attività di ricerca viene svolta attraverso collaborazioni sia interne con ricercatori dell’Università Politecnica delle Marche, che esterne, con ricercatori in ambito sanitario di altri Atenei (tra cui Università Milano-Bicocca, Università degli Studi di Pavia, Università degli Studi Aldo Moro di Bari, Università degli Studi Carlo Bo di Urbino, Università degli Studi Gabriele D’Annunzio di Chieti-Pescara, Università degli Studi del Molise), con istituzioni locali (Azienda Ospedaliera Universitaria Ospedali Riuniti di Ancona, Agenzia Sanitaria Regione Marche), nazionali (Ministero della Salute, Istituto Superiore di Sanità, Dipartimento di Epidemiologia del Servizio Sanitario Regionale - Regione Lazio) sviluppando progetti di ricerca con finanziamento (PRIN, Joint Action, Convezioni di Ricerca) e senza finanziamento.

L’unità di Statistica Medica partecipa all’attività della Società Scientifica di riferimento, Società Italiana di Statistica Medica e Epidemiologia Clinica, dell’Associazione Italiana di Epidemiologia, del European Diabetes Epidemiology Group, partecipando agli organi direttivi e ai relativi gruppi di lavoro, organizzando corsi formativi tematici nell’ambito di argomenti di base di epidemiologia e biostatistica e ad alto contenuto innovativo (Machine Learning, Artificial Intelligence, Dati Sintetici)

La metodologia statistica ed epidemiologica è applicata nell’ambito della Population Health, per studiare ed analizzare le condizioni di salute cronico-degenerative nelle popolazioni. In particolare le linee di ricerca si sviluppano nell’ambito della valutazione di: andamento e cambiamenti della diffusione delle patologie nel tempo, variabilità geografica della suddetta diffusione, stratificazione della popolazione in base al rischio; aderenza alle cure e alla valutazione dei suoi determinanti sociali e clinici; accesso alle cure, ai servizi sanitari, ai trattamenti farmacologici di nuova generazione, anche in funzione delle caratteristiche socio-demografiche dei pazienti; monitoraggio della qualità e della performance delle cure integrate attraverso lo sviluppo, la validazione e l’utilizzo di specifici indicatori di processo e di esito.

Nell’ambito della strategia del Dipartimento relativa alle disuguaglianze, l’unità di statistica medica ha sviluppato una linea di ricerca volta alla rilevazione e alla valutazione di differenze o disparità nel ricorso ai servizi e alle prestazioni sanitarie nella popolazione generale in funzione della cittadinanza, con particolare attenzione alle persone emigrate dai paesi del mondo a forte pressione migratoria. Inoltre, sempre nell’ambito delle diseguaglianze una linea di ricerca dell’unità si focalizza sulla Health Literacy nell’ambito delle patologie croniche respiratorie, con l’intento di rilevare e analizzare eventuali facilitatori o barriere alla conoscenza, alla gestione ottimale e digitalizzata relativa alla presenza di una condizione di salute cronica, nella popolazione generale e negli strati della popolazione vulnerabili.

L’unità di statistica medica partecipa alla redazione delle raccomandazioni di buona pratica clinica in diversi ambiti, tra cui quello relativo al Controllo delle Infezioni Correlate all’Assistenza, infezioni del basso tratto respiratorio e del sito chirurgico, che rientrano nelle linee strategiche del DISBSP. Tali raccomandazioni vengono sviluppate dalle società scientifiche accreditate su richiesta del Ministero della Salute e coordinate e supervisionate dall’Istituto Superiore di Sanità.

Linee di ricerca pluriennali riguardano: l’epidemiologia delle patologie croniche e/o acute utilizzando come fonte dei dati i database amministrativi di natura sanitaria, collegati fra loro con opportune procedure di record-linkage; la qualità̀ della vita e della soddisfazione del trattamento in funzione del mezzo di somministrazione del farmaco nel caso di una patologia cronica-degenerativa ad insorgenza in età̀ infantile nei pazienti, genitori e clinici coinvolti nel processo di cura e nella gestione della malattia; la valutazione della variabilità̀ geografica del controllo metabolico nelle persone affette da diabete di tipo 1 nel mondo; la valutazione e monitoraggio della frequenza di chetoacidosi diabetica alla diagnosi di diabete di tipo 1 nel tempo: analisi nazionali e confronti internazionali; le caratteristiche demografiche e cliniche del diabete di tipo 2 negli adolescenti e nei bambini: analisi spaziale e temporale dal consorzio multinazionale dei centri per il diabete (SWEET); la valutazione del percorso diagnostico-terapeutico assistenziale e valutazione della terapia nei soggetti con bassa statura in età pediatrica attraverso il Registro Nazionale Assuntori Ormone della Crescita (RNAOC); metodi per il monitoraggio e la valutazione dell’assistenza sanitaria; la valutazione e validazione di metodi regressivi di analisi di tipo calibrativo Bayesiano e metodi di Machine Learning per la stima dell’età cronologica dei soggetti in età pediatrica e adulta in ambito sanitario, forense e antropologico.

MEDS-24/B Igiene Generale e Applicata La sezione Igiene Generale e Applicata del DSBSP sviluppa un’attività scientifica integrata che unisce epidemiologia, igiene ospedaliera, prevenzione e organizzazione dei servizi sanitari, con un orientamento traslazionale all’impatto, all’equità e alla creazione di valore pubblico. Le attività coprono l’intero continuum dalla sorveglianza epidemiologica alla valutazione dei servizi e allo sviluppo di modelli organizzativi innovativi. Le ricerche includono il controllo delle infezioni correlate all’assistenza e l’antimicrobial stewardship, con analisi dell’appropriatezza prescrittiva e dei fattori di rischio, integrate da approcci di epidemiologia molecolare. In parallelo, vengono sviluppati studi sulle patologie croniche mediante l’uso avanzato dei flussi sanitari e del Registro Tumori regionale, in collaborazione con le unità di epidemiologia e biostatistica, per la stima dei trend e dei bisogni di salute. In tale contesto si inserisce anche il contributo del Registro Tumori delle Marche, che svolge un ruolo fondamentale nella codifica, classificazione e analisi epidemiologica dei casi oncologici, consentendo la produzione di indicatori di incidenza, prevalenza e sopravvivenza utili alla programmazione sanitaria e alla valutazione dell’impatto delle politiche di prevenzione.

L’attività si caratterizza per una forte integrazione interdisciplinare: con le unità cliniche, incluse quelle respiratorie, per modelli di sorveglianza real-world; con la medicina legale per studi di sanità pubblica e tossicologia sulle sostanze psicoattive emergentI. Particolare attenzione è rivolta alla prevenzione e promozione della salute in ottica di equità. Nel complesso, la sezione rappresenta un punto di integrazione tra competenze epidemiologiche, cliniche e organizzative, contribuendo al miglioramento continuo dei servizi secondo una logica di pianificazione e monitoraggio.

Le linee di ricerca della sezione di Igiene, Medicina Preventiva e Sanità Pubblica includono lo studio dello stress psicologico e della salute orale, con particolare attenzione alle relazioni tra stress accademico, parametri psicologici e condizioni parodontali negli studenti universitari, e più in generale il benessere psicologico e la qualità della vita nelle diverse fasce di popolazione. Un ulteriore ambito riguarda l’epidemiologia e la salute pubblica, con analisi delle malattie croniche, tra cui diabete e ipertensione, e dei relativi determinanti socio-demografici, nonché lo studio dell’impatto delle condizioni di salute e dell’organizzazione dei sistemi assistenziali sulla prevalenza e sull’andamento delle patologie croniche. Si sviluppano inoltre attività di ricerca nell’ambito One Health, con approccio integrato tra salute umana, animale e ambientale, ed epidemiologia nutrizionale, con particolare attenzione agli stili di vita e alle disuguaglianze socioeconomiche nelle abitudini alimentari. Ulteriori linee riguardano le associazioni tra patologie croniche e determinanti sociali della salute, le infezioni correlate all’assistenza e l’uso appropriato degli antibiotici, con contributi specifici alla sorveglianza e al contrasto dell’antimicrobico-resistenza, oltre a ricerche in ambito di salute mentale, processi cognitivi e psicologia clinica, con particolare attenzione alla promozione del benessere psicologico nelle popolazioni vulnerabili.

Sul versante assistenziale, la SOD Igiene Ospedaliera dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria delle Marche rappresenta la struttura di riferimento per la prevenzione e il controllo delle infezioni correlate all’assistenza (ICA) e per la gestione dei rischi biologici, fisici e chimici in ambito sanitario. Le principali attività includono la prevenzione e il controllo delle ICA, interventi di carattere ecologico, epidemiologico e preventivo e attività integrate di ricerca, assistenza e didattica.

Tra le attività del laboratorio di Igiene Ospedaliera rientrano analisi endotossiniche (LAL test), controlli di qualità esterni, colture microbiologiche di liquidi dialitici, prove di sterilità su farmaci e preparazioni, monitoraggio della carica batterica ambientale (superfici, aria e cappe) tramite UFC, controlli microbiologici su endoscopi e preparazione di terreni di coltura. In ambito traslazionale si svolgono inoltre analisi farmacogenomiche per lo studio della variabilità genetica nella risposta ai farmaci.

MEDS-25/A Medicina Legale. L’Unità di Medicina Legale sviluppa linee di ricerca e attività applicative, tutte coerenti con gli ambiti applicativi del Settore Scientifico Disciplinare MEDS‑25/A – Medicina Legale, orientate alla produzione e al trasferimento di conoscenze tra ambito sperimentale, clinico e giuridico, contribuendo alla definizione di strumenti e modelli valutativi basati su evidenze a supporto dei processi decisionali in ambito sanitario, giudiziario e di sanità pubblica.

Un primo ambito di ricerca riguarda la genetica forense, che riveste un ruolo centrale ai fini dell’identificazione personale, anche in scenari complessi, e dell’accertamento delle relazioni di parentela, attraverso l’analisi di marcatori genetici altamente informativi anche mediante tecnologie di sequenziamento massivo (MPS). Ulteriori sviluppi includono la fenotipizzazione forense, che consente di inferire tratti somatici esterni e l’origine biogeografica e l’età biologica; lo studio dell’activity level e dei marcatori epigenetici forensi, che permettono di integrare il dato genetico con informazioni dinamiche relative all’origine, alla temporalità e al contributo individuale alla traccia. Particolare attenzione è dedicata all’interpretazione statistico‑probabilistica dell’evidenza genetica e allo sviluppo di approcci integrati per contesti forensi complessi.

Un ulteriore filone concerne la biologia molecolare applicata, con studi finalizzati all’individuazione di varianti genetiche associate a malattie rare e a condizioni correlate alla morte improvvisa, con particolare riferimento all’età giovanile. La ricerca si sviluppa secondo una classificazione fisiopatologica integrata che include forme da instabilità elettrica cardiaca, da alterazioni del sistema neurovegetativo e del controllo del respiro e da fragilità strutturale. In tale ambito, l’integrazione tra autopsia tradizionale, indagini istopatologiche avanzate e analisi genetico-molecolari (“molecular autopsy”) costituisce un elemento centrale sia per la definizione eziologica sia per le implicazioni di prevenzione familiare e stratificazione del rischio. Nello stesso ambito l’unità di Medicina Legale si occupa dello studio dei microRNA circolanti come biomarcatori non invasivi per la diagnosi precoce di patologie cardiache. Le attività comprendono analisi di espressione mediante NGS, identificazione di miRNA differenzialmente espressi e validazione tramite tecnologie ad alta sensibilità come la digital PCR.

Altro ambito di ricerca riguarda la tossicologia forense e clinica, con particolare attenzione alla diagnostica degli xenobiotici e alle nuove sostanze psicoattive (NPS), ambito in continua evoluzione che richiede lo sviluppo e la validazione di metodiche analitiche avanzate e modelli interpretativi aggiornati in relazione agli effetti clinici e medico-legali.

Le attività di laboratorio comprendono inoltre studi morfologici avanzati mediante microscopia elettronica e confocale su tessuti umani, con finalità diagnostiche e forensi.

Particolare rilevanza assume la medicina legale clinica emergente, intesa non solo come ambito applicativo, ma come vero e proprio campo di ricerca orientato alla produzione di evidenze. In tale contesto, lo studio della violenza sui soggetti fragili, minori, donne, anziani e disabili, consente di sviluppare e validare protocolli assistenziali integrati multidisciplinari, migliorando la qualità della documentazione medico-legale, la standardizzazione dei percorsi di presa in carico e l’efficacia della tutela giudiziaria. L’analisi sistematica dei casi rappresenta inoltre una fonte primaria di dati per l’individuazione di pattern lesivi, fattori di rischio e criticità organizzative, con ricadute dirette sulla prevenzione e sulla programmazione sanitaria.

In questa prospettiva si inserisce anche lo studio dei richiedenti protezione internazionale. La valutazione medico-legale delle lesioni conseguenti a violenze, torture o trattamenti inumani e degradanti, condotta secondo standard internazionali (Protocollo di Istanbul), consente non solo la tutela dei diritti fondamentali, ma anche la costruzione di dataset strutturati utili per la ricerca epidemiologica, la definizione di indicatori di vulnerabilità e il miglioramento delle metodologie di accertamento e certificazione.

Analogamente, le attività di valutazione del contenzioso sanitario aziendale rappresentano una rilevante fonte di “informazioni di ritorno” (feedback informativo), consentendo di analizzare in modo sistematico i profili di responsabilità professionale, gli errori e le criticità nei percorsi assistenziali. Tali dati permettono lo sviluppo di modelli predittivi di rischio, l’implementazione di strategie di prevenzione del contenzioso e il miglioramento continuo della qualità e sicurezza delle cure, in un’ottica di clinical governance e apprendimento organizzativo.

Infine, il Laboratorio di Bioetica supporta trasversalmente tutte le linee di ricerca, approfondendo in modo integrato le implicazioni etiche, deontologiche e giuridiche connesse alle innovazioni tecnologiche, alla gestione dei dati sensibili, al consenso informato e alla protezione delle persone vulnerabili, contribuendo alla definizione di modelli di medicina legale centrati sulla persona e fondati sui principi di responsabilità, equità e tutela dei diritti.

Altro aspetto di grande rilevanza in ambito di ricerca scientifica riguarda le tecniche istologiche e immunoistochimiche a supporto dell’ accertamento autoptico grazie alla presenza di un laboratorio di istopatologia e microscopia forense dotato di microscopi ottici di ultima generazione in grado di catturare immagini istopatologiche, oltre che fornito di reagenti specifici di immunoistochimica ed oggi necessari per una diagnosi medico legale moderna, basata sula ricerca e la somma di evidenze scientifiche, come avviene in casi particolari di morte cardiaca improvvisa, tromboembolia, shock anafilattico, infiammazioni, infezioni, ma anche in casi di diagnosi di asfissie e lesioni d’arma da fuoco.

Altro filone di ricerca è rappresentato dall’uso dell’Intelligenza artificiale che trova la sua applicazione nelle tecniche di immunofluorescenza - utili per la identificazione di alterazioni strutturali al DNA correlati a carenza di ossigeno (come avviene nei casi di morte cardiaca improvvisa)  - e nella “Virtopsy”.  Quest’ultima utilizza metodiche di imaging avanzato (TAC) per lo studio del cadavere preventivamente all’esame autoptico, utile una preimpostazione della tecnica settoria e per le successive ricostruzioni tridimensionali fondamentali nello studio di morti traumatiche da grandi traumatismi e nello studio di morti da arma di fuoco. Lo studio eidologico sul cadavere rappresenta oggi un corollario all’indagine settoria, fondamentale per eventuali studi multidisciplinari di natura ingegneristica biomedica forense, cinematica, informatica forense, nella fedele ricostruzione ed interpretazione dei vettori di forza, dei tramiti intracorporeida arma da fuoco, delle dinamiche di sinistri o disastri stradali.

Altro argomento oggetto di speculazione scientifica è rappresentato dal calcolo del PMI (post-mortem interval) utile per circoscrivere in maniera quanto più dettagliata l’epoca del decesso mediante analisi dettagliate sui campioni di Umor Vitreo post-mortem nei quali è possibile individuare specifici marcatori. 

 

SSD MEDS-26/A Scienze Tecniche di Medicina di Laboratorio Il Settore comprende l’attività scientifica e didattico-formativa nell’ambito delle scienze tecnico-biomediche applicate alla diagnostica, alla ricerca sperimentale e alla medicina traslazionale, integrando varie competenze metodologiche. Il settore si occupa di biotecnologie mediche e scienze tecniche applicate alla patologia generale e sperimentale, includendo tecniche di laboratorio biomedico avanzato, chimica e biologia clinica, biologia cellulare e molecolare, morfologia e metodiche di imaging. Le principali linee di ricerca riguardano i meccanismi cellulari e molecolari dell’infiammazione, delle neoplasie e dell’aging, con particolare attenzione allo stress ossidativo, alla disfunzione mitocondriale, alla senescenza cellulare, alle alterazioni del microambiente tumorale e all’identificazione di biomarcatori morfo-molecolari.

Elemento qualificante del settore è il coordinamento del Centro di Microscopia Confocale ed Elettronica (CLEM – Correlative Light and Electron Microscopy), che consente un approccio multi-scala allo studio dei processi biologici. La microscopia confocale permette analisi tridimensionali ad alta risoluzione, studi di co-localizzazione proteica e valutazioni dell’organizzazione subcellulare, risultando fondamentale per l’analisi di proliferazione, apoptosi, autofagia, traffico vescicolare e interazioni cellula-matrice. La microscopia elettronica, a trasmissione e a scansione, consente invece l’analisi ultrastrutturale di organelli, giunzioni cellulari e modificazioni subcellulari indotte da condizioni patologiche o da esposizione a sostanze inquinanti. L’approccio di microscopia correlativa integra fluorescenza ed ultrastruttura sul medesimo campione, permettendo di collegare segnali molecolari a specifici contesti morfologici, microscopia correlativa (CLEM).

Tra le linee emergenti di ricerca rientra lo studio delle microplastiche e nanoplastiche e del loro impatto sulla salute. L’attività si concentra sui meccanismi di internalizzazione cellulare, sulla localizzazione subcellulare mediante imaging avanzato, sugli effetti citotossici e pro-infiammatori, sull’induzione di alterazioni ai vari organelli cellulari. Vengono inoltre indagati gli effetti su diversi tessuti bersaglio e l’interazione con il sistema immunitario, anche in relazione al ruolo delle microplastiche come vettori di contaminanti ambientali. Nel complesso, il settore si configura come un ambito interdisciplinare ad alta integrazione tecnologica, orientato alla ricerca traslazionale e alla collaborazione con discipline cliniche, biologiche e ambientali.

 

SSD PHIL-02/A Logica e Filosofia della Scienza